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Dicembre 2002

Articolo tratto da “il Resto del Carlino” di mercoledì 11 dicembre

Paolo Mengoli benefico
Telethon
­ Venerdì e sabato esorterà ad essere generosi da Piazza San Stefano.

Venerdì e sabato prossimi saranno due giorni all’insegna della solidarietà che vedono protagonista Paolo Mengoli sia come cantante che brillante intrattenitore, quale è abituato ad essere durante le sue esibizioni. Il cantautore bolognese, infatti condurrà i collegamenti da Bologna per la maratona televisiva di Telethon, a fianco di Lorena Bianchetti presentatrice, su Raiuno, di “A sua immagine”. Lo stesso sabato, alle 21 sarà inoltre in concerto alle sale Musicali dei Baraccano nell’ambito di “Natale in Santo Stefano”, la manifestazione patrocinata dal Quartiere a favore dell’associazione Delia Gennai per la ricerca sulla sclerosi multipla. Tra i fondatori della Nazionale Cantanti, che gioca partite per beneficenza, Mengoli non si è mai sottratto ad iniziative di solidarietà, ma anche per lui c’è una prima volta: la conduzione a Telethon: “Sono felice - ha dichiarato ­ di fare parte di questa grande squadra. Ognuno di noi partecipa senza percepire, giustamente, alcun compenso. Così siamo come un gigantesco puzzle in cui ogni artista rappresenta un tassello utile per raggiungere e superare il traguardo di 21 milioni di euro da devolvere alla ricerca sulle malattie genetiche”.Il compito di Mengoli sarà quello di incitare gli spettatori e i vari ospiti a contribuire il più possibile alla raccolta fondi. Lo farà venerdì pomeriggio da Villa Cicogna dove, in occasione della premiazione dei “Caschi d’oro”. Cercherà di convincere il campione Valentino Rossi a cantare insieme a lui, lo farà dal Motor Show di Bologna. Poi, sempre con la speranza di combattere una malattia genetica sostenendo l’Associazione Delia Gennai, Mengoli terrà il concerto di beneficenza al quartiere Santo Stefano. “E’ una sorta di recital ­ anticipa il cantante- in cui propongo anche un repertorio di canzoni italiane tra le più famose nel mondo, come Caruso o Volare”, e l’omaggio agli intramontabili della musica italiana sarà il filo conduttore della partecipazione di Mengoli, il 28 Dicembre, a “Uno di Noi”, lo show del sabato sera di Raiuno di Gianni Morandi, “l’occasione ­specifica Mengoli- per ricordare la Maestra Scaglioni, la nostra insegnante di canto, e l’esperienze azzurre nella Nazionale Cantanti.

Luciana Cavina

 


Maggio 2001

Un gol per l’Africa

Altro incontro a scopo benefico della Nazionale Cantanti, che sfiderà la Nazionale Piloti Formula Uno nella decima partita del Cuore. Questa volta, si scende in campo per l’Africa e Paolo Mengoli, portiere dei Cantanti, sarà oratore e ospite, per questo evento, al microfono di Gabriella Mancini Venerdì 15 giugno alle ore 20 nella trasmissione realizzata in collaborazione con La Gazzetta dello Sport, “NOTE DI SPORT” in onda su RAI SPORT SAT.

Dal mio album


Mi trovo in ritiro con i miei amici e compagni della Nazionale Italiana Cantanti. Si sta avvicinando un giorno molto importante per tutti noi e per tutti coloro che ci hanno sempre seguito con affetto e simpatia. È arrivato il momento della decima edizione della PARTITA DEL CUORE che si giocherà allo Stadio Ferraris di Genova il prossimo 18 giugno con diretta televisiva su RAIUNO contro l’agguerritissima formazione dei Piloti Formula Uno capitanata da Michael Schumacher. Tutto ciò accade in concomitanza del nostro 20° anno di attività con ben 394 manifestazioni organizzate e con incassi interamente destinati a progetti di solidarietà che hanno superato i 70 miliardi di lire e con una presenza di pubblico di oltre 7 milioni di persone, facendo registrare il tutto esaurito in ogni stadio. Inoltre ben 73 milioni di telespettatori hanno seguito le precedenti nove edizioni di questo evento. Per questa decima edizione de La Partita del Cuore la Nazionale Cantanti ha deciso di dedicare il suo impegno alla realizzazione di un grande evento che ha come tema centrale l’Africa. I fondi che raccoglieremo in questa occasione saranno utilizzati per progetti mirati ai bambini e per favorire nuove possibilità di auto sviluppo per l’Africa stessa oltre a garantire cibo e rendere possibile anche l’accesso ai farmaci e ai programmi di scolarizzazione.
Ora per tornare all’inizio del nostro incontro, questi ritiri che noi facciamo 4 o 5 volte l’anno, sono un momento particolare un po’ fuori dai canoni della nostra attività professionale di musicisti-cantanti. Abituati per motivi di lavoro ad orari che non si sposano con una attività sportiva, in questi raduni ci mettiamo a disposizione del nostro allenatore Sandro Giacobbe, che ha un passato da grande stopper/libero, affinché si possa impostare sia atleticamente che socialmente il futuro immediato della nostra iniziativa benefica. Paolo Belli, Niccolò Fabi, Paolo Vallesi, Enrico Ruggeri, I Gemelli Diversi, Cesare Cremonini del Luna Pop ecc. tutti insieme per assimilare gli schemi del Mister. Lo scatto di Pupo sulla fascia sinistra è di quelli che neanche il famoso Bip-Bip dei cartoni animati riuscirebbe a fermare. L’imperiosità e la grande forza fisica del nostro Presidente Eros Ramazzotti non hanno niente da invidiare al miglior Vieri (solo la dolcissima moglie Michelle e la bellissima figlia Aurora con una stretta marcatura a uomo riescono a tenerselo sempre a tiro… di abbracci e baci!). E’ bello vedere con quale impegno sia Riccardo Fogli che Mogol svolgono diligentemente il loro compito di terzino destro e sinistro. Senza mai voler eccedere o strafare, riescono puntualmente a chiudere i varchi a loro destinati, non lasciando spazio agli avversari. Morandi e Mingardi, due dei soci fondatori della Nazionale Cantanti unitamente a Mogol e al sottoscritto, dirigono il centrocampo con grande maestria. In Gianni rivedo l’eleganza di quel Romano Fogli che spianò con il primo gol, la strada verso il 7° scudetto del Bologna nel campionato 63/64 ed invidiabile è la sua continuità atletica e costante nel macinare Km e Km da buon maratoneta. In Andrea si può rivivere la visione di gioco del grande Bulgarelli: con i suoi passaggi illuminanti infatti riesce a servire magistralmente le punte Barbarossa e Antonacci. Già Giacomo Bulgarelli!! Lo proporrò vista la sua straordinaria performance nel video della mia canzone d’amore che ho dedicato al Bologna “Il Sogno Continua”, come nuovo acquisto della Nazionale Italiana Cantanti! Ma torniamo al longilineo Antonacci, il quale in campo ha le sembianze della gazzella e che puntualmente riesce a finalizzare con il gol il lavoro dei suoi compagni sia di piede che di testa. Mi ricorda il mitico Pascutti immortalato nella magica foto del gol fatto all’Inter, bruciando in tempismo un incredulo Tarcisio Burgnich. Poi Marco Morandi, una bella sorpresa: treccine alla Edgard Davids, ala veloce, scatto repentino, andatura costante, tutto suo padre (ma quello degli anni 60!). È stato bravissimo a ritagliarsi uno spazio sia come artista che come calciatore della N.I.C. Mi piacerebbe parlare di ognuno di questi ragazzi che con la loro popolarità hanno messo a disposizione l’integrità fisica a favore di persone meno fortunate. È un obbligo morale citarne uno per tutti anche se, come si usa dire, un po’ fuori dal coro: GIANLUCA PECCHINI. Da 20 anni Deus Ex Machina della nostra iniziativa. Messo da parte il fatidico “pezzo di carta” conseguito alla facoltà di giurisprudenza, ha seguito il suo istinto di manager organizzatore. Ha saputo conquistarsi la nostra fiducia e anche nei momenti più critici è stato insostituibile collante. PEK, come noi lo chiamiamo ha sacrificato in più di una occasione anche la propria vita privata impegnato com’era ad ascoltare le lamentele o a discutere di problemi personali di ognuno di noi. Tutto ciò sembra veramente un sogno! Sì perché dopo 20 anni e oltre 70 miliardi messi a disposizione per fatti ed interventi umanitari, ricerche scientifiche, contributi finanziari a sostegno di unità ospedaliere ecc. Per voi che ci seguite, per tutti noi della Nazionale Italiana Cantanti e concedetemi questo legittimo orgoglio, per il sottoscritto che alla luce della 325a partita disputata ha ancora la voglia di far continuare questa meravigliosa, grandiosa, straordinaria, inimitabile, affascinante e infinita avventura convinti che per tutti voi e per tutti noi… il SOGNO CONTINUA!


 

 


Di Paolo Mengoli

Beppegol in Nazionale, tutta la vita!Il Nettuno, i Palazzi Re Enzo e Podestà potremmo paragonarli a Pagliuca, Signori e Gazzoni Frascara. Così anche Piazza Maggiore sbarcherebbe in Nazionale!Vari argomenti sono stati trattati dalla stampa sportiva e non in queste settimane che ci hanno separato dal nostro ultimo appuntamento su Bolognamania: dal caso di satira o pseudo-satira politica scoppiato a seguito del programma RAI Satyricon, a quello sportivo tra Juventus — Moggi — Collina, della serie: "Anche le ricche Signore del calcio s’incazzano!". Sul primo caso lascio ai lettori scelte e giudizi personali. Sul secondo, da appassionato di calcio "sano e pulito", sono rimasto molto amareggiato nel constatare che lo stile graffiante e ironico Juve/Agnelli, ha lasciato il posto a quello un po’ più arrogante ed offensivo targato Juve/Moggi. Forse il Signor Moggi teme che la grande personalità dell’arbitro Collina possa offuscare la sua credibilità di abile e sottile manager calcistico. Secondo me l’unico errore che può aver commesso il Signor Collina è forse quello di non aver mai usato nessun tipo di… gel o brillantina, come si pubblicizzava in un famoso carosello degli Anni ’60.
C’è un altro argomento che vorrei sottoporre ai lettori ovvero la rinascita di una stella: Alex Del Piero. A quanti atleti sarebbe stata concessa la possibilità di un’attesa così lunga, prima di tornare a livelli accettabili? Lo abbiamo aspettato per ben tre anni tra problemi personali, di gioco o fisici ampiamente esposti a suo tempo da Zeman, uno dei più bravi e chiacchierati allenatori del nostro campionato (sarà un caso del destino ma dopo quelle dichiarazioni a Mister Zeman non gliene è andata bene una!). Nel frattempo però per l’Alex-Godot, come lo ha definito Agnelli, non cambiava nulla anche se la sua ombra vagava per i campi nazionali ed internazionali, alla ricerca di quella forma fisica che non arrivava mai (come riportato anche dalla rivista finanziaria americana "Forbes", che in un servizio sui calciatori più pagati riguardo a Del Piero scrive: "Ha la tendenza a scomparire nelle partite importanti, incluse le performance al limite della vergogna…"). Forse ad altri calciatori la rieducazione atletica ed il recupero fisico glieli avrebbero fatti fare lontano dai riflettori… Ad Alex no! Anzi sotto l’ala protettrice della Vecchia Signora, veniva puntualmente convocato in Nazionale per i Mondiali di Francia 1998 (ELIMINATI!). Puntualmente in campo con la sua squadra di club, la Juventus, sia in campionato che in Champions League (PERSI!). Puntualmente riconvocato per gli Europei del 2000 (PERSI PURE QUESTI!). A questo punto però, come si sussurra al BAR SPORT dove le chiacchiere di lì a poco diventano realtà, entrano in scena i veri padroni di questo tipo di calcio: gli SPONSOR! Vivi o morti certi giocatori devono scendere in campo. A tal proposito apro una parentesi: scommettiamo che se Baggio dovesse mantenere questa forma fisica, senza nulla togliere alla sua indiscussa classe, sarà uno dei convocati per il Mondiale del 2002 in Giappone e Corea? Sai quanti milioni di gadget venduti tra cappellini, maglie, foto, T-shirt ecc. senza calcolare la sponsorizzazione tecnica di turno! E se così non fosse, la sua mancata convocazione farebbe gridare allo scandalo. Detto questo al di la dell’affetto sportivo che ognuno di noi ha per la propria squadra del cuore, non c’è dubbio che il recupero sia morale che fisico di un atleta è sempre un evento positivo sia che esso si chiami Alex Del Piero o Sandrino Sgarbozza non fosse altro, riferendomi ad Alex, per ciò che di positivo ci ha regalato prima dei fatti più sopra citati, deliziandoci con le sue "veroniche calcistiche" e i gol di pregevole fattura. Quindi un ben ritrovato al "Pinturicchio" nell’olimpo del calcio. Per giocatori che vengono pazientemente attesi, ce ne sono altri che, nonostante prestazioni superlative, non vengono tenuti più in considerazione per la Nazionale. E allora non meravigliamoci se ad un grande atleta e serio professionista come Beppe Signori che da almeno tre anni nonostante una forma smagliante da fare invidia ad un ventenne, non gli viene concessa la gioia di una convocazione in Nazionale meritatissima. Forse Beppe Signori non ha più l’età? Quando l’integrità fisica, la grinta e l’intelligenza calcistica sono al top, la carta d’identità non ha nessun valore come dimostrato da altri grandi campioni come Mattheus, Beckenbauer, Baggio, Zoff ecc. Forse Beppe Signori non è più capace di fare gol?? (15 nel campionato scorso e 12 a tutt’oggi in quello attuale, fanno cadere anche questa ipotesi). Da quanto tempo è che un giocatore del Bologna FC non viene convocato nella Nazionale maggiore? Se togliamo la parentesi mondiale del 1998 di Roberto Baggio o la tribuna di Jonatan Binotto del 1999 credo siano 35 anni che ciò non avviene con una certa continuità. Comunque credo che la convocazione più importante quanto desiderata da parte di Beppegol sia stata quella decretata dalla sua dolce metà Viviana in occasione della sua terza maternità. Dopo Denise e Greta ecco Niccolò che va ad arricchire la loro già bellissima e dolcissima storia d’amore e ci fa capire quanta sensibilità abbia dimostrato il nostro "gladiatore" nella scelta del nome per il suo ultimogenito, in ricordo di un Niccolò più sfortunato ma mai dimenticato: Niccolò Galli. Non ci sono dubbi, anche per una decisione come questa si può dire senza retorica: Forza Beppe anche per te come per noi tifosi ross



di Paolo Mengoli

NEL BLU DIPINTO DI ROSSOBLU Cronaca "all’arsenico" del Festival di Sanremo riportata magistralmente dal nostro inviato rossoblu Paolo Mengoli. Non potevamo non parlarne.

Sanremo, Marzo 2001
Anche quest’anno è arrivato puntualmente "Il Santo Patrono" della musica leggera italiana: quel Sanremo (Festival!) al quale la maggior parte degli addetti ai lavori punta, facendo "voti" e carte false nella speranza di una più proficua vendita di CD, cassette e quant’altro sia legato all’industria discografica. Puntualmente come nelle passate edizioni si parla e si scrive di tutto ma sempre meno di canzoni, cantanti, arrangiatori e musicisti, spostando l’attenzione su argomenti più frivoli, alla ricerca disperata di qualche scoop. Forse molti non sanno che dietro ad una semplice "canzonetta", c’è un lavoro oscuro di ore, giorni e mesi impegnando decine e decine di persone: dagli autori dei testi e della musica, agli arrangiatori, dai musicisti ai tecnici, dai cantanti ai produttori (anche se a volte poco esperti) non tralasciando i promoter per il lancio discografico fino ai grafici, agli operai delle fabbriche di stampaggio CD, agli addetti della distribuzione nei negozi. Ultimi, ma non per importanza, i network radiofonici e i DJ (vorrei sentire una radio senza musica fatta di sole parole! In quanti la ascolterebbero?). Che ci sia poi un forte business è ormai arci-noto. Canzoni come: "Nel blu dipinto di blu", "Non ho l’età", "L’italiano", "Quando quando quando", "Una lacrima sul viso" hanno fatto il giro del mondo, facendo guadagnare miliardi a tutto il settore discografico. E allora perché nonostante il grande spiegamento dei mass-media attorno al festival, c’è stato questo FLOP televisivo e forse anche discografico?? Probabilmente per il poco spazio riservato alle canzoni in gara, per le quali è difficile dare un giudizio al primo ascolto. Forse la vecchia formula del doppio interprete, un big e un giovane, riveduta e corretta darebbe la possibilità a chi giudica di assimilare meglio il brano e dare così un giudizio più convinto. Inoltre l’eccessivo intervallo fra una canzone e l’altra, con interventi dal back-stage troppo scontati e banali (Enrico Papi sa fare di meglio). L’idea è buona ma va cambiato il modo di proporla. Così facendo è venuta meno l’attenzione dei telespettatori verso le canzoni. Più veritieri Piero Chiambretti e Fiorello. Il primo con i suoi interventi spontanei ha trasmesso simpatia e allegria. Il secondo con la simpatia e l’esperienza di chi è sempre stato in mezzo alla gente, ha recepito con grande prontezza ciò che lo spettatore voleva.
E veniamo alla ormai famigerate giurie. Ho letto sui quotidiani che anche l’organizzazione del Festival difende a spada tratta la cosiddetta "GIURIA DI QUALITA’": non vi sembra un po’ strano che proprio questa giuria sia quella che da parecchi anni decide le sorti del Festival spostando con i propri voti l’ago della bilancia, cambiando il vincitore? Alcuni precedenti: Anna Oxa davanti ad Antonella Ruggiero che poi la superò nella vendita dei CD. Sanremo 2000: gli Avion Travel, fischiatissimi dal pubblico in sala per aver vinto davanti ad Irene Grandi (altra trionfatrice nelle vendite). E quest’anno ancora a sorpresa Elisa, brava anche lei, ma non sicuramente popolare come Giorgia, seconda classificata (il vero vincitore è stato Zucchero che ha composto le due canzoni). Mi piacerebbe sapere quanti CD o 33 giri cosiddetti Nazional Popolari hanno nella loro teca, alcuni dei giurati speciali, in particolare coloro che ne masticano più di cinema che di musica. Sì perché chi accetta di fare il giurato di "qualità" al Festival di Sanremo, deve almeno avere una infarinatura musicale e conoscere qualcosa della vita artistica dei partecipanti alla manifestazione. Personalmente non ho mai visto un cantautore tipo Dalla, Battiato, De Gregori, Pino Daniele oppure qualche cantante come Morandi, Ranieri, Ramazzotti decidere le sorti di un film alla mostra internazionale di Venezia o al David di Donatello o al Giffoni Film Festival. Ma siamo sicuri che i loro palati sopraffini coincidano con il gusto musicale dei consumatori di CD della gente comune?
E veniamo alla padrona di casa: Raffaella Carrà. Personalmente ammiro la sua grande serietà professionale. E’ un’artista completa come richiede lo show-business: cantante ballerina, inviata speciale, intrattenitrice, conduttrice di grandi show in Italia ed all’estero, sincera e difensivista quando si tratta di ammettere anche un successo a metà, come nel caso del Festival di Sanremo 2001. Credo che le colpe di questo flop televisivo siano da ricercare in coloro che l’hanno consigliata e diretta; fosse stato per lei avrebbe dato retta a ciò che le dettava il cuore. Da buona emiliano-romagnola, con grande sensibilità avrebbe impostato il Festival in un’altra maniera, lasciando da parte quegli ospiti un po’ maleducati, scorretti e piuttosto scomodi scegliendo un altro genere di artisti tra cui (e perché non sognare!) la partecipazione di un gruppo di cantanti che un bel giorno decisero tutti assieme di indossare maglietta e pantaloncini corti per aiutare, giocando al pallone coloro che ne avessero avuto bisogno ed in particolare i bambini sofferenti di ogni età. Quella Nazionale Cantanti che al di la del risultato ottenuto sul campo esce dagli stadi dopo ogni partita, tra abbracci ed applausi. Sarebbe un sogno: per la prima volta tutti assieme con una canzone d’amore e di pace per i bambini di tutto il mondo, che ci accomuna sul palcoscenico più seguito, ambito, chiacchierato, osannato, amato, disprezzato d’Italia, ma che sicuramente farebbe gridare: W IL FESTIVAL! oppure CARRAMBA CHE FESTIVAL!!! Chissà forse è una utopia, comunque anche per speranze come queste, il sogno continua.


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